1. L’Avvocato Risponde

    La sua situazione è regolata dall’art. 1127 del codice civile, che così dispone: “Il proprietario dell’ultimo piano dell’edificio può elevare nuovi piani o nuove fabbriche, salvo che risulti altrimenti dal titolo. La stessa facoltà spetta a chi è proprietario esclusivo del lastrico solare. La sopraelevazione non è ammessa se le condizioni statiche dell’edificio non la consentono. I condomini possono altresì opporsi alla sopraelevazione, se questa pregiudica l’aspetto architettonico dell’edificio ovvero diminuisce notevolmente l’aria o la luce dei piani sottostanti. Chi fa la sopraelevazione deve corrispondere agli altri condomini un’indennità pari al valore attuale dell’area da occuparsi con la nuova fabbrica, diviso per il numero dei piani, ivi compreso quello da edificare, e detratto l’importo della quota a lui spettante. Egli è inoltre tenuto a ricostruire il lastrico solare di cui tutti o parte dei condomini avevano il diritto di usare”.

    Quindi, lei potrà procedere alla sopraelevazione se: a) tale facoltà non è vietata dal suo atto di acquisto; b) le condizione dell’edifico lo consentono, c) la sopraelevazione non pregiudica l’aspetto architettonico ovvero l’aria e la luce dei piani sottostanti. Ovviamente, lei sarà tenuto a indennizzare gli altri condomini alla luce del fatto che lei andrà a trarre un vantaggio personale dalla cosa comune.
    Il diritto a soprelevare può essere esercitato in ogni tempo, senza limiti. Non costituirebbe, infatti, un diritto reale soggetto a prescrizione per non uso, quanto una facoltà connessa al diritto di proprietà (che è, per l’appunto, imprescrittibile). Ciò significa che, se rispetta tutte le condizioni, lei ha diritto di procedere, facendo prima accertare il suo diritto in Tribunale.

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