Copia carbone di un testamento olografo

Con la sentenza n. 10171 del 18.05.2015, nel ritenere inutilizzabile la copia carbone di un testamento olografo, la Corte di Cassazione fa applicazione di un principio consolidato stando al quale “… qualora non venga prodotto l’originale del testamento, ma una copia di esso, è giustificata la presunzione che il “de cuius” lo abbia revocato distruggendolo deliberatamente …”.
Difatti, il testamento olografo può essere revocato in ogni tempo, anche mediante distruzione dell’originale. Per tali ragioni, la copia – salva la perdita incolpevole dell’originale successiva all’apertura della successione – non potrà avere alcuna rilevanza.
Peraltro, la copia troverebbe un altro invalicabile limite di utilizzo nel fatto che “soltanto nel documento originale possono individuarsi quegli elementi la cui peculiarità o addirittura singolarità consente di risalire, con elevato grado di probabilità, al reale autore della sottoscrizione in relazione alla conosciuta specificità del profilo calligrafico, degli strumenti di scrittura abitualmente usati, delle stesse caratteristiche psico – fisiche del soggetto rappresentati dalla firma”. Sarebbe, pertanto, “inattendibile un esame grafico condotto su di una copia fotostatica, essendo questa inidonea a rendere percepibili segni grafici personalizzati ed oggettivi”.
Aggiunge, infine, la Corte che “neanche una copia di pugno del testatore, se intitolata e creata per essere solo “copia” e non un secondo originale, potrebbe tener luogo dell’unico originale prodotto dal testatore”.
Per tutti i suddetti motivi, la copia di un testamento non potrà mai essere ritenuta quale testamento olografo.