L’allontanamento dalla casa coniugale – se non è ingiustificato – non è motivo di addebito della separazione

Capita assai di frequente che il coniuge, che a causa della crisi coniugale abbia abbandonato la casa familiare, si veda minacciare l’addebito della separazione. Quel coniuge, a seguito della sentenza della Cassazione del 29.09.2015 n. 19328, potrà dormire sonni più tranquilli.
La Cassazione è intervenuta in un caso in cui la donna si era allontanata da casa e aveva, dopo qualche mese, proposto il giudizio di separazione. Il marito aveva, quindi, chiesto l’addebito della separazione in capo alla moglie. Ricordiamo che l’addebito della separazione determina la perdita del diritto all’assegno di mantenimento e dei diritti successori.
La Corte ha ricordato che “l’allontanamento di uno dei due coniugi dal domicilio coniugale esclude anche la pronuncia di addebito, ove trovi giustificazione nelle tensioni pregresse dei coniugi” e che è in capo a chi chiede l’addebito l’onere della prova, non solo dell’allontanamento, ma anche (e soprattutto) del fatto che “l’allontanamento del coniuge non sarebbe stato conseguenza, ma bensì causa (ndr. dell’intollerabilità della convivenza).