1. Gent.ma sig.ra K.S.,
    “quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinché possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli”.
    La risposta al suo quesito, quindi, è positiva, ma ad alcune condizioni, che vado a esporre.
    Innanzitutto, per poter chiedere l’aiuto agli ascendenti è necessario che entrambi i genitori siano privi dei messi sufficienti. Trattandosi di un obbligazione solidale, se un genitore è impossibilitato a far fronte ai propri doveri, provvede l’altro. Nei rapporti interni, poi, il genitore adempiente avrà diritto di regresso nei confronti di quello inadempiente. L’intervento dei nonni, pertanto, è subordinato all’accertata impossibilità di entrambi i genitori e non di uno soltanto.
    Sostanzialmente, lei potrà rivolgersi agli ascendenti se anche la sua situazione è di indigenza.
    Accertato il suo diritto, lei non avrà l’obbligo di agire contro i genitori del genitore inadempiente, ma potrà rivolgersi a qualsiasi “nonno”, senza alcuna distinzione tra linea materna o paterna. Gli ascendenti sono tutti tenuti in solido tra loro e per quote uguali nei loro rapporti interni.
    Un’ultima annotazione è relativa all’entità dell’obbligazione pecuniaria degli ascendenti. Non si tratta di un importo pari al contributo di mantenimento del figlio a suo tempo stabilito, ma di un importo prossimo all’”obbligazione alimentare”. Il nonno, per concludere, non sarà tenuto nella stessa misura di quanto era tenuto il genitore, ma si limiterà a versare quanto strettamente necessario per vivere.

I commenti sono disabilitati.