Separazione e divorzio in Comune, i primi ostacoli

La Legge n. 162 del 10.11.2014 ha introdotto la possibilità per le coppie unite in matrimonio di fare domanda congiunta di separazione/divorzio (ovvero di modificazione delle relative condizioni) all’Ufficiale di Stato Civile, evitando il passaggio in Tribunale ed evitando, laddove lo desiderino, l’ausilio di un legale.
Sono, tuttavia, previste delle limitazioni. Non vi si potrà far ricorso se:
– vi è la presenza di figli minori ovvero maggiorenni, ma incapaci, portatori di handicap ovvero economicamente non autosufficienti;
– vi è la necessità di prevedere patti di trasferimento patrimoniale.
Sulle due condizioni, il Ministero dell’Interno, con la circolare n. 19/2014 ha però dato indicazioni fortemente restrittive e che hanno già sollevato la critica di parte della dottrina.
Ci limitiamo, per il momento, alla prima ipotesi.
Il Ministero, infatti, ha ordinato all’Ufficiale di Stato Civile di acquisire adeguata dichiarazione circa l’assenza di figli anche di una sola parte, con ciò introducendo un divieto che la norma non prevede. Sarebbe, pertanto, vietato il ricorso a questo strumento nelle ipotesi in cui uno dei due coniugi o ex-coniugi sia, nel frattempo, divenuto genitore con altra persona.
Questa soluzione non può essere accettata. In primo luogo perché, come abbiamo già detto, introduce un divieto che la norma non prevede e non si limita, invece, a dare indicazioni operative. Il Ministero, in secondo luogo, sembra dimenticare un principio giuridico pacifico che è quello per cui il diritto civile non fa nascere alcun rapporto tra il coniuge e i figli non suoi che l’altro coniuge ha avuto fuori dal matrimonio. Non si vede, pertanto, come la presenza di figli altrui possa ostacolare il procedimento in oggetto.
Non resta che attendere un correttivo da parte del Ministero.