Separazione e divorzio in Comune: il divieto dei trasferimenti patrimoniali

Come abbiamo visto nel precedente post del 12.02.2015, la possibilità di fare domanda congiunta di separazione/divorzio (ovvero di modificazione delle relative condizioni) all’Ufficiale di Stato Civile trova l’ulteriore limite nel divieto di prevedere patti di trasferimento patrimoniale.
Il testo della norma è estremamente generico e può dare adito a diverse interpretazioni. La circolare del Ministero dell’Interno ha scelto quella più rigorosa: vengono impediti anche gli accordi sull’assegno di mantenimento per il coniuge più debole e i patti relativi alla casa coniugale.
Si tratta, peraltro, di interpretazione che ha ottenuto l’avvallo di alcuni autorevoli commentatori.
Nonostante la lettura della legge possa condurre anche a questa soluzione, forti perplessità scaturiscono dal fatto che, così facendo, l’istituto verrebbe in buona parte vanificato.
Se, infatti, ai coniugi viene concesso solo di separarsi/divorziare, senza null’altro poter pattuire, ci si domanda per quale motivo il legislatore abbia invece previsto anche la possibilità di modificare le condizioni relative alla separazione o al divorzio. La Circolare del Ministero dell’Interno, infatti, vieta proprio la possibilità di prevedere e di intervenire su quelle condizioni.